Durante l’edizione delle 13.30 del 7 aprile scorso, la giornalista Susanna Petruni non ha avuto vergogna a vantare i dati degli ascolti che il Tg1 ha registrato grazie alla morte di 300 persone. Lo sciacallaggio ha mille volti nell’Italia del 2009: i politici che cercano la passerella in vista delle elezioni europee, i giornalisti che incalzano i sopravvissuti sotto shock per la loro tv del dolore o quelli che si vantano degli ascolti grazie alla catastrofe, delinquenti che cercano di rubare nelle case distrutte o quelli che richiedono su internet offerte per false sottoscrizioni.
Ma lo sciacallaggio del primo e più importante notiziario del servizio pubblico radiotelevisivo è davvero indegno.
Non conoscevo Alessandra Cora, non l’avevo mai sentita nominare. L’ho conosciuta stasera tramite la sua bella voce immortalata nei suoi video su internet. Era nata a Capri, Alessandra, ma era andata a vivere a L’Aquila, perchè lì l’aspettava il suo destino, alle 3,32 del 6 aprile 2009.
Ho ascoltato tutte le canzoni della sua pagina su Youtube e ascoltandole mi è montata la rabbia insieme allo sconforto. Poteva diventare una grande cantante Alessandra? Chissà… forse avrebbe riscaldato tanti cuori con la sua musica, avrebbe fatto sognare, sperare ed amare con la sua voce. Invece no, tutto è finito in venti secondi. Quante altre Alessandra Cora sono rimaste sotto le macerie de L’Aquila? Quanti sogni, progetti per il futuro, ma anche quanto amore ed esperienza da passare a dei nipoti sono sepolti sotto le macerie della città? Talenti, progetti, storie, amori, rimpianti, sofferenze, odii tutto sepolto insieme a quelle 270 vite (ad oggi) interrotte dal terremoto. Nessuno sa quanto filo ancora hanno in serbo per noi le parche, nessuno sa quando e perché quel filo terminerà.
I terremoti scandiscono la storia del nostro paese, come quella di pochi altri al mondo. E’ la natura, è il nostro pianeta che vive e che, a volte, si scrolla distruggendo le piccole casette di noi formichine presuntuose. Presuntuose e meschine. Non è la natura che si è portata via Alessandra Cora e le altre 269 vittime, sono stati meschini progettisti e meschini costruttori.
In casa si cerca rifugio, protezione, non si può morire uccisi dalla propria casa. Qualcuno dovrà pagare.