

Intanto che in Italia un tronista posticcio ultrasettantenne si fa procurare ragazzine a pagamento e aspiranti veline da ruffiani d’accatto, a Teheran i giovani sfidano il regime rischiando la vita per un paese più giusto e più libero.
In questi giorni il mio pensiero è con due ragazze conosciute l’anno scorso in Iran, a Isfahan per la precisione. Loro sono un’ingegnera e un’archeologa e non posso dimenticare la bella serata passata con loro nel quartiere armeno a chiacchierare di politica, di cinema, di cultura. Non avevano dubbi: alle elezioni Ahmadinejad sarà cacciato, gli iraniani non ne possono più del suo regime. A quanto pare c’era da prenderle sul serio. I giovani iraniani non sembrano affatto intenzionati a lasciarsi scippare una speranza di libertà. Anche a costo della vita.
Tutta la mia solidarietà, il mio affetto e la mia fratellanza a questi giovani coraggiosi e colti. Quanto sono diversi dai ragazzi italiani…
Propongo una campagna: aggiungi Isfahan ai tuoi tag, la protesta è forte anche lì, facciamo circolare i nomi delle altre città, facciamo capire che la rivolta investe una parte del Paese molto più ampia dei quartieri benestanti nel nord della capitale