Durante l’edizione delle 13.30 del 7 aprile scorso, la giornalista Susanna Petruni non ha avuto vergogna a vantare i dati degli ascolti che il Tg1 ha registrato grazie alla morte di 300 persone. Lo sciacallaggio ha mille volti nell’Italia del 2009: i politici che cercano la passerella in vista delle elezioni europee, i giornalisti che incalzano i sopravvissuti sotto shock per la loro tv del dolore o quelli che si vantano degli ascolti grazie alla catastrofe, delinquenti che cercano di rubare nelle case distrutte o quelli che richiedono su internet offerte per false sottoscrizioni.
Ma lo sciacallaggio del primo e più importante notiziario del servizio pubblico radiotelevisivo è davvero indegno.
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