Ogni tanto il caso regala al mondo la nascita di una personalità destinata ad entrare nella Storia, a cambiarne il corso e ad infiammare i cuori, ad accendere speranze in genti di diversi paesi e diverse epoche.
Il 18 luglio 1918 nasce in un villaggio della regione sudafricana del Transkei, Nelson Rolihlahla Mandela. E’ figlio di un notabile ed è destinato a succedere al padre. Ma lo spirito libero si rivelò subito e così nel 1940 si trasferì a Johannesburg, dove sperimentò come si viveva da nero nel suo paese.
Divenne membro dell’African National Congress ed iniziò la sua attività politica di lotta contro l’apartheid, il regime di segregazione razziale sudafricano. Fu arrestato nel 1962, grazie alle informazioni fornite dalla CIA alla polizia del regime razzista di Pretoria, e condannato a 5 anni di carcere. Col famigerato processo di Rivonia venne condannato all’ergastolo il 12 giugno 1964. I suoi 26 anni di carcere lo hanno reso un simbolo della lotta per la giustizia e l’uguaglianza in tutto il mondo. Viene rilasciato l’11 febbraio 1990 su ordine del presidente sudafricano Frederik W. de Klerk, l’ultimo presidente bianco del Sud Africa. Diviene il primo presidente nero nel 1994, per ritirarsi dalla politica dopo soli 5 anni. La preparazione per quei 5 anni è durata tutta una vita di lotte e di sofferenze.
Nel 2006 ho visitato l’isola-prigione di Robben Island, dove Mandela trascorse 18 dei suoi 26 anni di carcere. E’ stata una grande emozione visitare la sua cella, vedere come anche in un luogo così atroce possa germogliare il seme della democrazia e della giustizia, come anche nelle situazioni peggiori si possa mantenere viva la speranza in un mondo migliore e continuare a lottare per vederla realizzata.
Abbiamo ancora bisogno di Nelson Mandela, abbiamo bisogno di altri uomini come lui, che ci indichino la strada e ci infondano la forza di percorrerla.
Auguri Madiba.