Il giorno dopo la visita al Potala siamo stati in due templi vicino Lhasa: Drepung e Sera. Il primo e` molto grande e ci e` piaciuto molto, tra l’altro ha comportato una salita a piedi di circa un kilometro su cui abbiamo potuto testare il nostro grado di acclimatazione ai 3.500 metri a cui ci troviamo. Il monastero e ` stato uno dei piu` importanti e “irrequieti” del Tibet. Ora purtroppo ospita solo circa 450 monaci e circa 180 funzionari del PCC che si occupano della loro rieducazione. Attorno alle 11 abbiamo avuto la fortuna di assistere alla preghiera dei monaci, nella salla dell’assemblea, la preghiera consiste in un mantra che viene intonato da tutti e che viene ripetuto di continuo, con un effetto ipnotico.
Il monastero di Sera, oltre ad essere splendido anche lui, ci ha regalato una bellissima esperienza. Nel pomeriggio si puo` assistere ai dibattiti filosofici che i monaci instaurano fra di loro. Si raggruppano tutti in un cortile e, a gruppi di due, si dispongono uno seduto e l’altro in piedi. Quello in piedi provoca l’altro, ponendogli degli interrogativi, anche in maniera abbastanza rude, accompagnando il tutto con un battito di mani piuttosto aggressivo.
L’indomani ci siamo svegliati alle 5 del mattino per prendere il bus che porta i pellegrini al tempio di Ganden a piu` di 4.000 metri di quota. Siamo arrivati dopo un’ora e mezzo di viaggio e ci siamo messi in marcia, tutta in salita e di qualche kilometro, per girare tra i vari edifici che compongono il monastero. Sono rimasto sorpreso di me stesso, perche` dopo i primi passi il fiato ha retto molto bene e anche zampettando su e giu` per i gradini del monastero il fiatone non era mai troppo. Il bello di questo monastero e` anche la posizione, completamente isolato in mezzo alle montagne, con un panorama mozzafiato.
Ieri poi siamo partiti con un 4×4, noleggiato con autista per l’occasione, per andare a Samye, il piu` antico monastero buddhista del Tibet. Avevamo una compagna, una ragazza coreana, che abbiamo trovato mettendo un annuncio in bacheca dell’albergo dove stiamo, per dividere la spesa. Ci siamo sparati circa 4 ore e mezzo di viaggio prima di arrivare ad un monastero/fortezza distrutto dai cinesi durante la rivoluzione culturale e ricostruito nel 1982. Se fosse ancora in piedi l’originale, avrebbe 2.000 anni! Oltre alla bellezza del tempio arroccato su uno sperone di roccia, e` stato bellissimo essere “adottati” dai bambini del villaggio, che si sono fatti fotografare mille volte, ci hanno offerto una loro fetida merendina a base di yak e delle mele acerbissime, pero` e` stato molto bello comunque.
In serata siamo arrivati al monastero, dopo che il 4×4 ci ha lasciati alla riva del fiume e abbiamo traghettato con una barca. Accanto al tempio principale c’era una guesthouse presso la quale abbiamo pernottato, per poi visitare, stamattina, il monastero. E` davvero singolare perche` composto da diversi edifici e cinto da un muro circolare che lo racchiude completamente. Ad ogni cappella, la nostra compagna di viaggio si inchinava e diceva qualche preghiera, poiche`, essendo coreana, e` buddhista.
Siamo rientrati questo pomeriggio rifacendo la strada all’inverso e, dopo il traghettamento, abbiamo trovato il nostro 4×4 che ci aspettava. Domani sera salutiamo Justin (australiano) e Danny (spagnolo), con cui avevamo volato dalla Cina e con i quali abbiamo passato tutte le serate. Il 5 partiamo per il nostro viaggio in fuoristrada che ci condurra` fino a Katmandu in 7 giorno, passando per i 5.200 metri del campo base dell’Everest. Speriamo di non avere mal di altitudine, in ogni caso siamo forniti di pastiglie apposite.