Lhasa (Tibet)

31 07 2005

Finestra tibetanaEccomi a Lhasa, capitale del Tibet, e come inizio, breve riassunto delle puntate precedenti: siamo arrivati a Pechino dopo un ottimo volo da Milano con sosta a Doha (Qatar). A Pechino c’era ad aspettarci il tassista mandato dall’ostello che avevamo prenotato via internet, cosi non abbiamo avuto il problema di spiegare dove volevamo andare. La nostra sosta a Pechino e’ stata in effetti di un solo giorno pieno. L’indomani del nostro arrivo, quindi l’abbiamo dedicato alla citta` proibita, passando ovviamente per piazza Tian’ Anmen.

La citta` proibita e` spettacolare e i ricordi del film di Bertolucci affiorano di continuo, c’e` una sola pecca: l’abitudine dei cinesi di non fotografare i monumenti ma SE STESSI davanti ai monumenti. Tutto fa loro da semplice sfondo, mentre loro si mettono in pose ridicole, con le due dita in segno di vittoria o brandendo bottiglie di Coca-Cola, o in altre pose ridicole.

Purtroppo non abbiamo fatto in tempo a vedere il Tempio del Cielo, ma la nostra sosta era davvero troppo breve. L’indomani a Chengdu (arrivati in aereo) abbiamo ritirato il nostro biglietto per il Tibet (tutto organizzato via mail da Milano) e ci siamo ritrovati con il nostro gruppetto, la mattina dopo, alle 5.30 per prendere l’aereo delle 7.40. Il gruppo sembrava quello delle barzellette: due italiani, uno spagnolo, due tedeschi, quattro polacchi, un australiano e due belgi. Per misteriosi motivi all’aeroporto ci hanno messo sul volo delle 11.40, pero` almeno ci hanno dato una camera d’albergo in cui riposare nell’attesa.

L’atterraggio a Lhasa e` stato spettacolare perche` l’aereo si insinua tra le montagne fino a toccare terra. All’arrivo abbiamo preso un taxi noi, lo spagnolo e l’australiano e siamo andati tutti e quattro nello stesso albergo, senza avere prenotazione. Ci siamo sistemati e siamo usciti per salutare Lhasa. Lei ha ricambiato con un mal di testa dovuto all’altitudine, siamo a 3.500 m. di quota, che ci ha accompagnato tutto il pomeriggio. La sera pero` era gia` tutto passato e ora siamo perfettamente acclimatati.

Non mi dilungo nei particolari, sappiate che abbiamo visto degli splendidi templi, la preghiera serale dei monaci, in uno di questi, un dibattito filosofico tra monaci oggi pomeriggio e soprattutto ieri abbiamo visitato il Potala.

Il Potala era la residenza dei Dalai Lama fino al 1959, quando sono arrivati i cinesi, nonche` sede del governo tibetano. E` un palazzo sensazionale di una bellezza da togliere il fiato, l’interno contiene delle cappelle che, per ricchezza e bellezza, non hanno nulla da invidiare alle nostre cattedrali. Anche qui si potrebbe dire che fuori da tanta ricchezza, pero`, si moriva di fame, esattamente come da noi, quando le grandi cattedrali europee venivano costruite. Qualunque sia la religione, alla fine, ogni popolo viveva molto peggio dei suoi preti.

Per ora vi lascio, solo un paio di informazioni: martedi partiremo per visitare una localita` un po’ distante e quindi torneremo il giorno dopo; il 4 invece partiremo per un viaggio di 7 giorni fino a Katmandu, con tappe di cui la principale e` il campo base dell’Everest.


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